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  • Immagine del redattorearianna guarnieri

PARLARE DI GUERRA CON I BAMBINI

Quando lavoro con i gruppi di genitori, quando li incontro nei servizi o li ascolto in consulenza, a volte mi accorgo che c’è un’idea irrealistica di felicità alla quale aspirano. Figli felici non significa che siano sempre sorridenti, che non incontrano mai frustrazioni, che non avere inciampi o momenti di crisi. Prendersi a cuore la felicità dei figli è fondamentale, ma occorre ricordare che essere felici non significa non provare anche emozioni contrastanti come tristezza, rabbia e preoccupazione.

Spesso tendiamo a non parlare ai bambini o ai figli in generale delle emozioni negative per tenerli al riparo, , ma gli esperti parlano invece di una “educazione emotiva”: tristezza, rabbia o delusioni vanno piuttosto condivisi anche con loro. Questo mostra loro che le emozioni negative sono normali, fanno parte della vita, che si possono affrontare, che si può “so-stare” nella tristezza, che la rabbia si può gestire… e così via.


Non bisogna dimenticare di lasciare il giusto spazio alle emozioni, che possono essere anche molto forti quando si tocca un tema come la guerra.


Quelle dei bambini, come la paura che certe cose possano succedere anche ai propri familiari, hanno bisogno di essere contenute e non amplificate. Quelle degli adulti, come la paura di essere inadeguati al compito, dovrebbero invece essere espresse senza timori, cercando spazi di confronto con altri adulti e un eventuale sostegno.

Un buon modo per iniziare è quello di ascoltare le domande che i bambini hanno da fare, i loro dubbi e soprattutto le loro paure, questo ci aiuterà ad orientare il dialogo verso ciò che per loro è davvero importante conoscere e lasciarsi supportare dagli albi illustrati.

Gli albi, che utilizzo spessissimo, sostengono noi adulti nel trovare le parole più adatte, permettono ai bambini di immedesimarsi, fare parallelismi con il mondo magico e fantastico e comprendere concetti complessi e astratti.


Ti lascio qualche spunto tra alcuni dei miei albi preferiti! Ma mi raccomando l'utilizzo dell'albo non deve trasformarsi in una "interrogazione": lascia che il bambino salti le pagine se vuole, che si concentri su un aspetto piuttosto che un altro. Segui il suo bisogno di comprensione, non il tuo. Ricorda che ogni emozione è valida e giusta, quindi:


1. Trova il tempo di ascoltare tuo figlio quando vuole parlare

Dai ai bambini lo spazio per dirti quello che sanno, come si sentono e per farti domande. Potrebbero avere un quadro della situazione completamente diverso da quello che hai tu. Prenditi il tempo per ascoltare ciò che pensano e ciò che hanno visto o sentito.

2. Adatta la conversazione al bambino

Sii consapevole dell'età del bambino o della bambina mentre ti approcci alla conversazione con lui/lei. I bambini piccoli potrebbero non capire cosa significhi conflitto o guerra e potrebbero aver bisogno di una spiegazione adeguata all'età. Fai attenzione a non spiegare eccessivamente la situazione o a non entrare troppo nei dettagli poiché ciò potrebbe far crescere in loro un’ansia inutile. I bambini più piccoli potrebbero essere appagati anche soltanto con la spiegazione che a volte i paesi combattono tra loro. È più probabile che i bambini più grandi sappiano cosa significhi la guerra, ma possano comunque trarre sostegno dal parlare con te della situazione. Generalmente, i bambini più grandi sono più preoccupati dai discorsi sulla guerra perché tendono a comprenderne i pericoli meglio dei bambini più piccoli.

3. Dai importanza ai loro sentimenti

È importante che i bambini si sentano supportati nella conversazione. Non dovrebbero sentirsi giudicati e hanno bisogno di sentire che le loro preoccupazioni vengono prese in considerazione. Se i bambini hanno la possibilità di avere una conversazione aperta e onesta su cose che li turbano, possono sentirsi sollevati e più sicuri.


Il cielo è di tutti

di Gianni Rodari, illustrato da Nicoletta Costa – Emme edizioni

Un bellissimo piccolo libro e poche battute, semplici, di quella semplicità con cui Gianno Rodari sapeva affrontare grandi temi. Il cielo è uno solo ma di tutti, chiunque lo può guardare senza che se ne perdano pezzi e senza che si rovini. Per il cielo non si litiga… “spiegatemi voi dunque, in prosa od in versetti, perché il cielo è uno solo e la terra è tutta a pezzetti”.

OPS! Abbiamo un problema

di Jacob Grant – Lapis

Orso è un tipo pulito e ordinato, e tiene tutto in modo preciso e con cura. Un giorno scopre un ragno nella sua libreria: ma dove c’è un ragno ci sono ragnatele e dove ci sono ragnatele… c’è disordine! Inizia la caccia e per cercare il ragnetto, Orso metterà a soqquadro tutta la casa! Ma se dietro a quel piccolo ospite inatteso si nascondesse un grande amico? Un invito a superare i pregiudizi, con un emozionante, indimenticabile finale.

Flon Flon e Musetta

di Elzbieta – AER

Flon-Flon e Musetta sono amici e giocano sempre insieme fino al giorno in cui scoppia la guerra e non possono vedersi più perché Musetta “sta dall’altra parte della guerra”. Un libro che, con poche parole, riesce a mettere davanti ai nostri occhi l’assurdità delle guerre e dei conflitti razziali e l’impossibilità di capirne il perché. Dai 4 anni.

La piccola grande guerra

di Sebastiano Ruiz Mignone e David Pintor – Lapis

Questo libro ha vinto il Premio Andersen 2015 – Premio speciale della giuria. La storia è intensa è difficile, triste e commovente. Parla di un bambino, del suo papà in trincea e di una guerra che sembra non finire mai. L’amore fortissimo per il suo papà e l’incomprensione per una guerra assurda faranno fiorire nel cuore di Andrea il desiderio di un futuro di pace. Dai 6 anni.

Battibecchi da cortile

di Laurent Cardon – Sassi

Il pollaio è sul piede di guerra: sono scomparsi un gallo e una gallina. Allora si ritrovano insieme, le galline bianche, quelle marroni e quelle nere, per cercare i due scomparsi e trovare i colpevoli. Eppure, nonostante l’obiettivo sia unico e condiviso, non è così facile e immediato trovare la strategia di attacco. C’è chi vuole primeggiare, chi crede di essere più motivato degli altri, chi più forte. Un’esilarante storia, divertente, sul valore dell’inclusione e della collaborazione, che mette in evidenza quanto sia difficile mettersi d’accordo e trovare una soluzione ottimale e equa per tutti e tutte. Il finale a sorpresa fa sorridere tutti e fa comprendere quanto molto spesso siano inutili le battaglie


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